Arrival – Perchè sono qui? – Why are they here?

Arrival - Movie

Nel giorno del compleanno di questo blog, lo scorso 11.11, è uscito negli Stati Uniti l’attesissimo film “Arrival” che arriverà in Italia il 19 gennaio 2017.
Manca poco.
Non vedo l’ora. Can’t wait.

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Primi segni di una bizzarra proprietà quantistica dello spazio vuoto? – First Signs of Weird Quantum Property of Empty Space?

Primi segni di una bizzarra proprietà quantistica dello spazio vuoto? - First Signs of Weird Quantum Property of Empty Space?
Credits: ESO/L. Calçada

Le osservazioni VLT di una stella di neutroni potrebbero confermare una previsione di ottant’anni fa sulla fisica del vuoto – Studiando con il VLT (Very Large Telescope) dell’ESO la luce emessa da una stella di neutroni strordinariamente densa e fortemente magnetizzata, alcuni astronomi potrebbero aver trovato le prime indicazioni di uno strano effetto quantistico, previsto per la prima volta negli anni ’30 del secolo scorso. La polarizzazione della luce osservata suggerisce che lo spazio vuoto intorno alla stella di neutroni subisca un effetto quantistico noto come birifrangenza del vuoto.

Un’equipe, condotta da Roberto Mignani dell’INAF-IASF di Milano (Italia) e dell’Universita di Zielona Gora (Polonia), ha sfruttato il VLT (Very Large Telescope) dell’ESO all’Osservatorio del Paranal in Cile per osservare la stella di neutroni RX J1856.5-3754, a circa 400 anni luce dalla Terra. Pur essendo tra le più vicine stelle di neutroni, la sua luce è così debole che gli astronomi hanno potuto osservare la stella in luce visibile solo con lo strumento FORS2 installato sul VLT, al limite delle possibilità tecnologiche attuali dei telescopi. Le stelle di neutroni sono i resti molto densi di stelle massicce – almeno 10 volte più massicce del Sole – esplose come supernove al termine della loro vita. Hanno anche un campo magnetico estremo, miliardi di volte più forte di quello del Sole, che permea la loro superficie esterna e i dintorni. Questi campi sono così forti che influenzano anche le proprietà dello spazio vuoto intorno alla stella. Di solito si pensa al vuoto come a uno spazio che non contiene proprio niente e che la luce può attraversare senza esserne modificata. Ma nella teoria elettrodinamica quantistica (QED), la teoria quantistica che descrive l’interazione tra i fotoni di luce e le particelle cariche, come per esempio gli elettroni, lo spazio è pieno di particelle virtuali che appaiono e svaniscono in continuazione. Campi magnetici molto potenti possono modificare questo spazio così che possa influenzare la polarizzazione della luce che lo attraversa. Mignani spiega: “Secondo la QED, un vuoto fortemente magnetizzato si comporta come un prisma per quanto riguarda la propagazione della luce, un effetto noto come birifrangenza del vuoto”. Tra le molte previsioni della QED, la birifrangenza del vuoto non aveva finora una dimostrazione sperimentale diretta. I vari tentativi di rivelarla in laboratorio non sono ancora stati coronati da successo, nonostante siano trascorsi ormai 80 anni dal lavoro di Werner Heisenberg (quello del principio di indeterminazione) e Hans Heinrich Euler che la prevedeva. “Questo effetto può essere rivelato solo in presenza di campi magnetici veramente potenti, come quelli che circondano le stelle di neutroni. Questo dimostra, ancora una volta, che le stelle di neutroni sono laboratori preziosi in cui studiare le leggi fondamentali della natura,” aggiunge Roberto Turolla (Università di Padova, Italia).

Fonte/Leggi tutto → ESO.org

VLT observations of neutron star may confirm 80-year-old prediction about the vacuum – By studying the light emitted from an extraordinarily dense and strongly magnetised neutron star using ESO’s Very Large Telescope, astronomers may have found the first observational indications of a strange quantum effect, first predicted in the 1930s. The polarisation of the observed light suggests that the empty space around the neutron star is subject to a quantum effect known as vacuum birefringence.

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La Più Grande Luna Piena Dal 1948 – The Closest Full Moon To Earth since 1948

Luna Piena - Full Moon
Luna Piena – Full Moon – Credit: DENEB Official ©

La luna è una vista familiare nel nostro cielo, illumina le notti buie e ci ricorda l’esplorazione dello spazio, passato e presente. Ma la prossima “Super Luna” di Lunedi 14 novembre 2016 sarà soprattutto “super”, perché sarà la Luna piena più vicina alla Terra dal 1948. Non vedremo un altra super luna di questo genere fino al 2034.

L’orbita della Luna intorno alla Terra è leggermente ellittica così a volte si trova ad essere più vicina, e a volte più lontana. Quando la luna è piena e il suo passaggio si trova ad essere più vicino alla Terra è conosciuto come “Super Luna” Al Perigeo, ossia il punto in cui la Luna è più vicina alla Terra, questa può essere fino al 14 per cento più vicina alla Terra rispetto a quando con il termine apogeo,si trova è più lontana dal nostro pianeta. La luna piena sembrerà molto più grande di diametro perché è brillerà del 30 per cento in più rispetto al chiaro di luna sulla Terra. Non perdete questo spettacolo che inizierà subito dopo il tramonto di domani sera. Buona visione!

Credit: NASA’s Goddard Space Flight Center

The moon is a familiar sight in our sky, brightening dark nights and reminding us of space exploration, past and present. But the upcoming supermoon — on Monday, Nov. 14 — will be especially “super” because it’s the closest full moon to Earth since 1948. We won’t see another supermoon like this until 2034.

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11.11.11 – Cinque anni, grazie a voi tutti! – Five years, thanks to all of you!

DENEB Official © - Cosmos

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In Diretta l’Arrivo di #ExoMars su Marte – ExoMars Arrival at the Red Planet

ExoMars Trace Gas Orbiter
ExoMars Trace Gas Orbiter – ESA–D. Ducros

AGGIORNAMENTO 20 OTTOBRE 2016 – E’ appena finita la conferenza stampa che potete rivedere nel collegamento video ESA su questa pagina. Ebbene, mentre l’orbiter TGO è operativo e perfettamente allineato con il protocollo, il modulo Schiaparelli sembra non essersi comportato come previsto. Il problema, rilevano gli scienziati del team, deve essersi presentato durante la fase di distacco dal paracadute: ci sono 50 secondi da capire tra la perdita del segnale e il momento previsto per l’atterraggio. I dati registrati da Mars Express non coincidono con quelli trasmessi da Schiaparelli. Ci vorrà del tempo affinchè gli addetti ai lavori possano analizzare tutte le informazioni in loro possesso e fornire spiegazioni certe. Una cosa è sicura, il modulo è stato progettato anche con la prerogativa di testare nuove tecnologie utili per le future missioni e come tale è da considerarsi positivamente.

AGGIORNAMENTO 20 OTTOBRE 2016 – Si attende segnale da parte del modulo Schiaparelli che sappiamo essere “ammartato”, ma che al momento non risponde. Nella notte sono continuati ad arrivare dati e gli addetti ai lavori stanno continuando ad analizzarli. Ne sapremo di più durante la conferenza stampa indetta dall’Agenzia Spaziale Europea per le ore 10:00. Restiamo in attesa.

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ALMA scova un bozzolo stellare con una chimica insolita – ALMA Catches Stellar Cocoon with Curious Chemistry

Rappresentazione artistica del nucleo molecolare caldo scoperto nella Grande Nube di Magellano
Crediti: FRIS/Tohoku University

Sfruttando ALMA, un’equipe di astronomi giapponesi ha scoperto una massa calda e densa di molecole complesse che avvolge una stella appena nata. Questo eccezionale nucleo molecolare caldo è il primo nel suo genere a essere stato rilevato fuori dalla Via Lattea. Il nucleo ha una composizione chimica molto diversa da quella di oggetti simili nella nostra galassia — un indizio allettante del fatto che la chimica dell’Universo potrebbe essere molto più varia del previsto.

Un’equipe di ricercatori giapponesi ha sfruttato la potenza di ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) per osservare una stella massiccia conosciuta con il nome di ST11, che si trova nella Grande Nube di Magellano (LMC), una vicina galassia nana. Sono state rilevate emissioni di diversi gas molecolari a indicare che esisteva una regione in cui è concentrato gas molecolare relativamente caldo e denso intorno alla stella appena nata ST11. Questa era la prova che l’eqiupe aveva trovato qualcosa di mai visto prima fuori dalla Via Lattea — un nucleo molecolare caldo. Takashi Shimonishi, astronomo all’Università del Tohoku, in Giappone, e primo autore dell’articolo scientifico, ne ha parlato con entusiasmo: “Si tratta del primo rilevamento di un nucleo molecolare caldo extragalattico e questo dimostra la grande capacità dei telescopi di nuova generazione di studiare fenomeni astro-chimici oltre la nostra galassia.” Le osservazioni di ALMA hanno rivelato che questo nucleo, scoperto di recente nella LMC, ha una composizione molto diversa da oggetti simili che si trovano nella Via Lattea.

Le impronte chimiche che caratterizzano il nucleo della LMC comprendono molecole familiari come l’anidride solforosa (o diossido di zolfo), il monossido di azoto e la formaldeide — insieme alla polvere onnipresente. Ma nel nucleo molecolare caldo scoperto di recente, diversi composti organici, compreso il metanolo (il più semplice degli alcoli), mostravano un’abbondanza incredibilmente bassa. Al contrario, è stato osservato che i nuclei nella nostra galassia contengono un’ampia varietà di molecole organiche complesse, tra cui metanolo e etanolo. Takashi Shimonishi spiega: “Le osservazioni suggeriscono che le composizioni chimiche della materia che forma stelle e pianeti sono molto più varie di quanto ci si aspettasse”.

La LMC ha un’abbondanza molto bassa di elementi diversi da idrogeno o elio. L’equipe di ricerca ritiene che questo incredibile ambiente galattico abbia influenzato i processi di formazione molecolare che avvengono intorno alla neonata stella ST11. Questo potrebbe spiegare le differenze osservate nelle composizioni chimiche. Non è ancora chiaro se le molecole grandi e complesse rilevate nella Via Lattea esistano in nuclei molecolari caldi all’interno di altre galassie.

Le molecole organiche complesse sono di particolare interesse perché alcune di esse sono associate alle molecole prebiotiche formatesi nello spazio. Questo oggetto scoperto di recente in uno dei vicini galattici più prossimi a noi è un bersaglio eccellente che può aiutare gli astronomi a risolvere la questione. Questo pone anche un altro interrogativo: quale effetto potrebbe avere la diversità chimica delle galassie sullo sviluppo della vita extragalattica?

Fonte/Leggi tutto → ESO.org

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Europa: un oceano che forse ospita la vita – NASA’s Hubble Spots Possible Water Plumes Erupting on Jupiter’s Moon Europa

Europa

Come anticipato ieri c’è stata un’audioconferenza della Nasa che ha rivelato nuove evidenze di pennacchi di vapore acqueo eruttare molto probabilmente da quello che gli scienziati pensano essere un vasto oceano nascosto sotto la superficie ghiacciata di Europa. La luna di Giove è da tempo considerata l’oggetto del nostro sistema sul quale scommettere la presenza di vita ed è per questo motivo che le future missioni della Nasa propongono investigazioni mirate e ravvicinate al fine di trovare prove certe su quelle che al momento sono ancora ipotesi, se pure molto promettenti. Non c’è quindi da meravigliarsi se l’agenzia spaziale americana abbia voluto sottolineare anticipatamente che la scoperta di Hubble non si riferiva ad alieni, ma molto più cautamente a quelli che sono indizi forti che fanno ben sperare sulla presenza di un vasto oceano il quale potrebbe ospitare qualche forma di vita. C’è una sequenza precisa nell’iter di ricerca e le future missioni potranno far luce e fornire risposte su quello che gli scienziati al momento identificano come il modello più probabile. A voi il comunicato della Nasa.

Europa
Composite image – Credits: NASA/ESA/W. Sparks (STScI)/USGS Astrogeology Science Center

Gli astronomi utilizzando il telescopio spaziale Hubble della NASA hanno ripreso quelli che potrebbero essere pennacchi di vapore acqueo in eruzione sulla superficie della luna Europa di Giove. Questa scoperta rafforza le precedenti osservazioni di Hubble che suggerivano la presenza di eruzioni sulla luna ghiacciata con pennacchi di vapore acqueo in alta quota. L’osservazione aumenta la possibilità che le missioni su Europa possano essere in grado di analizzare l’oceano di Europa, senza dover perforare miglia di ghiaccio.

“L’oceano di Europa è considerato uno dei luoghi più promettenti ad ospitare la vita nel sistema solare”, ha dichiarato Geoff Yoder, in qualità di amministratore associato del Science Mission Directorate della NASA a Washington. “Questi pennacchi, se effettivamente esistono, possono fornire un altro modo per analizzare il sottosuolo di Europa.” I pennacchi si stima si estendano fino a circa 125 miglia (200 chilometri) per poi, presumibilmente, far ricadere una pioggia di materiale verso il basso sulla superficie di Europa. Europa dispone di un enorme oceano globale che contiene il doppio dell’acqua degli oceani della Terra, ma è protetto da uno strato di ghiaccio molto freddo e duro di spessore sconosciuto. I pennacchi forniscono una allettante opportunità per raccogliere campioni provenienti da sotto la superficie, senza dover atterrare o forare il ghiaccio.

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Cina: Ricerca di vita nello spazio? FAST operativo – China Hunts for Scientific Glory and Aliens

FAST Radiotelescopio
Credit: Credit Liu Xu/Xinhua, via Associated Press

Cari amici ben ritrovati. In attesa a breve della conferenza stampa della NASA annunciata qualche giorno fa dall’agenzia spaziale americana indetta per comunicare nuove scoperte sull’attività presente su Europa, la luna ghiacciata di Giove, la stessa NASA “ghiaccia” gli animi con un recente tweet anticipando che non si tratta di alieni.

I media, partiti in quarta con speculazioni sulla scoperta che in molti hanno sperato fosse indicativa di una qualche presenza di vita su Europa, visto tra l’altro che la futura missione su Europa della Nasa è specificatamente mirata a controllare se su quella luna che nasconde un oceano sotto la sua crosta di ghiaccio la vita possa esistere, l’attenzione si sposta su chi gli alieni non solo li cerca ma mira a trovarli quanto prima: la Cina annuncia la messa in funzione di FAST, il più grande radiotelescopio del mondo. A voi l’annuncio.

È entrato in funzione nel sud-ovest della Cina il più grande radiotelescopio al mondo con l’obiettivo di migliorare la comprensione delle origini e della formazione dell’universo. Per gli scienziati il dispositivo servirà anche a individuare eventuali segnali di vita extraterrestre.

Il Fast (Five-hundred-meter Aperture Spherical Telescope) ha un diametro di 500 metri, una superficie equivalente a 30 campi di calcio e un costo di 165 milioni di euro. I lavori iniziati nel 2011 nella zona montagnosa di Pingtang, nella provincia di Guizhou, erano stati completati lo scorso luglio. Circa 10.000 abitanti in un raggio di 5 chilometri attorno al dispositivo sono stati dislocati. Oltre al radiotelescopio il programma spaziale di Pechino prevede di mettere in orbita entro il 2020 una propria stazione permanente.

Fonte/Leggi tutto → it.euronews.com

When hundreds of engineers and builders began clambering up a jagged hill in southwestern China to assemble a giant telescope in a deep, bowl-shaped basin, poor villagers sometimes crept over the sheer slopes to glimpse the country’s latest technological wonder.

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ESO – Proxima Centauri: Scoperto Pianeta simile alla Terra, a “soli” 4,2 anni luce! – Planet Found in Habitable Zone Around Nearest Star

Proxima Centauri: Scoperto Pianeta simile alla Terra, a "soli" 4 anni luce! - Planet Found in Habitable Zone Around Nearest Star
Credits: Credit: ESO/M. Kornmesser

Trovato un pianeta all’interno della zona abitabile della stella più vicina a noi – La campagna “Pale Red Dot” (Piccolo Punto Rosso) rivela un mondo di massa simile a quella della Terra in orbita intorno a Proxima Centauri. Alcuni astronomi, utilizzando i telescopi dell’ESO e altri strumenti hanno trovato una chiara prova della presenza di un pianeta in orbita intorno alla stella più vicina alla Terra, Proxima Centauri. Questo mondo così a lungo cercato, designato Proxima b, orbita ogni 11 giorni intorno alla stella madre, rossa e fredda, e ha una temperatura tale che l’eventuale acqua presente in superficie rimane liquida. Questo mondo roccioso ha una massa poco maggiore di quella della Terra ed è l’esopianeta più vicino a noi – potrebbe anche essere il più vicino ricettacolo di vita fuori dal Sistema Solare. Un articolo che descrive questa scoperta epocale verrà pubblicato dalla rivista Nature il 25 agosto 2016.

A poco più di 4 anni luce dal Sistema Solare si trova una nana rossa, chiamata Proxima Centauri perchè è la stella più vicina alla Terra, escluso naturalmente il Sole. Questa stella fredda si trova nella costellazione del Centauro: è troppo debole per essere vista a occhio nudo ma è vicina a una coppia di stelle molto più brillanti, nota come Alfa Centauri AB. Nella prima metà del 2016 Proxima Centauri è stata osservata con regolarità dallo spettrografo HARPS montato sul telescopio da 3,6 metri dell’ESO all’Osservatorio di La Silla in Cile e simultaneamente da altri telescopi in tutto il mondo. Questa campagna, in cui un gruppo di astronomi, guidati da Guillem Anglada-Escudé, della Queen Mary University di Londra, cercava le piccolissime oscillazioni della stella causate dall’attrazione gravitazionale di un putativo pianeta in orbita intorno alla stella, fu denominata Piccolo Punto Rosso (“Pale Red Dot” in inglese). Essendo un argomento di grande interesse per il pubblico, i progressi della campagna sono stati condivisi in tempo reale, tra metà gennaio e aprile 2016, attraverso il sito “Pale Red Dot” e i social media. I rapporti erano sempre accompagnati da articoli divulgativi scritti da specialisti internazionali. Guillem Anglada-Escudé spiega il contesto di questa ricerca, unica al mondo: “Il primo indizio che ci fosse un pianeta è stato trovato nel 2013, ma le misure non erano convincenti. Da allora abbiamo lavorato duramente per ottenere altre osservazioni da terra, con l’aiuto dell’ESO e di altre istituzioni. La recente campagna “Pale Red Dot” ha richiesto due anni di pianficazione.”

Fonte/Leggi tutto → ESO.org

Proxima b, Proxima Centauri
Proxima b, Proxima Centauri – Credits: Y. Beletsky (LCO)/ESO/ESA/NASA/M. Zamani

Planet Found in Habitable Zone Around Nearest Star – Pale Red Dot campaign reveals Earth-mass world in orbit around Proxima Centauri. Astronomers using ESO telescopes and other facilities have found clear evidence of a planet orbiting the closest star to Earth, Proxima Centauri. The long-sought world, designated Proxima b, orbits its cool red parent star every 11 days and has a temperature suitable for liquid water to exist on its surface. This rocky world is a little more massive than the Earth and is the closest exoplanet to us — and it may also be the closest possible abode for life outside the Solar System. A paper describing this milestone finding will be published in the journal Nature on 25 August 2016.

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Pioggia di Stelle cadenti: in arrivo le Perseidi – The Perseid Meteor Shower 2016

Perseidi: Splendida foto! - Perseids: Amazing Pic!
Credit: Mike Lewinski

Quest’anno il celeberrimo sciame meteorico agostano si preannuncia più spettacolare che mai, con una frequenza di eventi attesi nel periodo di massimo circa doppio rispetto al solito.

Se vi piace l’idea di esprimere un desiderio per ogni stella cadente vista, allora preparatevi una lunga lista: quest’anno infatti lo sciame delle Perseidi, le celeberrime meteore note anche come “lacrime di San Lorenzo”, si preannuncia particolarmente attivo. Tutto merito di Giove, che per un fortunato gioco di posizioni riuscirà ad incanalare verso la Terra, con la sua forza di attrazione gravitazionale, un numero maggiore rispetto al solito di particelle provenienti dalla cometa Swift-Tuttle, da cui appunto si origina il fenomeno. Grandi anche solo come un granello di sabbia, sono questi detriti che entrando a gran velocità (oltre 200 mila chilometri l’ora) nella nostra atmosfera “accendono” il cielo con le caratteristiche scie luminose. Il picco dell’evento è previsto nella notte tra l’11 e il 12 agosto e, stando alle previsioni, si potrebbe addirittura arrivare a raggiungere, nel momento di massimo flusso, circa 200 meteore l’ora, ovvero il doppio di quello che si registra mediamente ogni anno durante questo spettacolo celeste.

Fonte/Leggi tutto → Media.INAF.it

The Perseid meteor shower will burst into light this August as Earth passes through the long trail left by Comet Swift-Tuttle — and this month, it’s slated to put on a spectacular show. Here’s how and when to see the Perseids.

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ESO: Un pianeta sorprendente con tre soli – A Surprising Planet with Three Suns

ESO: Un pianeta sorprendente con tre soli - A Surprising Planet with Three Suns
Credits: ESO/L. Calçada/M. Kornmesser

Un’equipe di astronomi ha usato lo strumento SPHERE montato sul VLT (Very Large Telescope) dell’ESO per ottenere un’immagine del primo pianeta trovato in orbita allargata intorno a un sistema triplo di stelle. L’orbita di questo pianeta dovrebbe essere instabile, causando l’espulsione del pianeta dal sistema. In qualche modo però questo sopravvive. Questo risultato inaspettato suggerisce che questo tipo di sistemi possano essere più comuni del previsto. I risultati sono stati pubblicati on-line dalla rivista Science il 7 luglio 2016.

Tatooine, il pianeta di Luke Skywalker nella saga di Star Wars, era uno strano mondo con due soli nel cielo, ma gli astronomi sono riusciti a trovare un sistema ancora più esotico, un pianeta in cui l’osservatore vedrebbe sempre la luce del giorno, oppure tre diverse albe e tramonti ogni giorno, a seconda della stagione, che comunque dura molto di più di una vita umana. Questo mondo è stato scoperto da un’equipe di astronomi guidata dall’Università dell’Arizona (USA) sfruttando le immagini dirette del VLT (Very Large Telescope) dell’ESO in Cile. Il pianeta, HD 131399Ab, è diverso da tutti gli altri mondi conosciuti – la sua orbita intorno alla stella più brillante delle tre è la più ampia che si conosca in un sistema multiplo. Queste orbite sono spesso instabili, a causa dei campi gravitazionali complessi e mutevoli delle altre due stelle del sistema, e si pensava che fosse molto improbabilie trovare pianeti su orbite stabili. A circa 320 anni luce dalla Terra, nella costellazione del Centauro, HD 131399Ab ha circa 16 milioni di anni, uno dei più giovani esopianeti finora scoperti, ed è anche uno dei pochi di cui si sia ottenuta un’immagine diretta.

Fonte/Leggi tutto → ESO.org

A team of astronomers have used the SPHERE instrument on ESO’s Very Large Telescope to image the first planet ever found in a wide orbit inside a triple-star system. The orbit of such a planet had been expected to be unstable, probably resulting in the planet being quickly ejected from the system. But somehow this one survives. This unexpected observation suggests that such systems may actually be more common than previously thought. The results will be published online in the journal Science on 7 July 2016.

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