Scoperto il più vicino mondo con clima temperato: può ospitare la vita – Closest Temperate World Orbiting Quiet Star Discovered

Scoperto il più vicino mondo con clima temperato: può ospitare la vita - Closest Temperate World Orbiting Quiet Star Discovered Credits: ESO/M. Kornmesser

Scoperto il più vicino mondo con clima temperato in orbita intorno a una stella tranquilla – Lo strumento HARPS dell’ESO trova un esopianeta di massa terrestre intorno a Ross 128 – Un pianeta dal clima temperato, di dimensioni terrestri, è stato scoperto a soli 11 anni luce dal Sistema Solare da un’equipe di astronomi che ha utilizzato lo strumento HARPS, il famoso cercatore di pianeti. Il nuovo mondo è stato designato come Ross 128 b ed è il secondo pianeta più vicino dal clima temperato dopo Proxima b. È anche il pianeta più vicino scoperto in orbita intorno a una nana rossa non attiva: questo fatto potrebbe aumentare le probabilità che il pianeta possa sostenere la vita. Ross 128 b sarà uno dei principali bersagli dell’ELT (Extremely Large Telescope) dell’ESO, che sarà in grado di cercare biomarcatori nell’atmosfera del pianeta.

Un’equipe che ha utilizzato lo strumento HARPS (High Accuracy Radial velocity Planet Searcher) dell’ESO all’Osservatorio di La Silla in Cile ha scoperto che intorno alla nana rossa Ross 128 orbita, ogni 9,9 giorni, un esopianeta di piccola massa. Questo mondo di dimensioni terrestri dovrebbe avere un clima temperato, con una temperatura superficiale che potrebbe essere vicina a quella della Terra. Ross 128 è la più “tranquilla” delle stelle vicine a noi ad avere un esopianeta con queste condizioni. “La scoperta è basata sul monitoraggio intensivo con HARPS durato più di un decennio, insieme con tecniche di riduzione e analisi dati all’avanguardia. Solo HARPS ha dimostrato la precisione necessaria e continua a essere il miglior strumento per la misura di velocità radiali, 15 anni dopo l’inizio delle operazioni,” spiega Nicola Astudillo-Defru (Osservatorio di GInevra – Università di Ginevra, Svizzera), coatuore dell’articolo che presenta la scoperta. Le nane rosse sono tra le stelle più fredde, più deboli – e più comuni – dell’Universo, il che le rende ottimi obiettivi per la ricerca di esopianeti. Di conseguenza, sono sempre più studiate. Il primo autore Xavier Bonfils (Institut de Planétologie et d’Astrophysique de Grenoble – Université Grenoble-Alpes/CNRS, Grenoble, Francia) ha perciò chiamato il loro programma HARPS “La scorciatoia per la felicità”, perchè è più facile trovare gemelli della Terra, freddi e piccoli, intorno a queste stelle che intorno a stelle più simili al Sole. Molte nane rosse, tra cui Proxima Centauri, sono soggette a brillamenti che a volte inondano i loro pianeti di radiazioni UV e raggi X, mortali.

Sembra invece che Ross 128 sia una stella molto più quieta e ne consegue che i suoi pianeti potrebbero essere i più vicini candidati a ospitare la vita.

Anche se attualmente si trova a 11 anni luce dalla Terra, Ross 128 si sta muovendo nella nostra direzione e dovrebbe essere il nostro vicino più prossimo tra appena 79 000 anni – un batter d’occhio in termini cosmici. Ross 128 b strapperà dunque a Proxima b il primato dell’esopianeta più vicino alla Terra!

Fonte/Leggi tutto → ESO.org

ESO’s HARPS instrument finds Earth-mass exoplanet around Ross 128 – A temperate Earth-sized planet has been discovered only 11 light-years from the Solar System by a team using ESO’s unique planet-hunting HARPS instrument. The new world has the designation Ross 128 b and is now the second-closest temperate planet to be detected after Proxima b. It is also the closest planet to be discovered orbiting an inactive red dwarf star, which may increase the likelihood that this planet could potentially sustain life. Ross 128 b will be a prime target for ESO’s Extremely Large Telescope, which will be able to search for biomarkers in the planet’s atmosphere.

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ESO: osservata la prima luce emessa da una sorgente di onde gravitazionali – ESO Telescopes Observe First Light from Gravitational Wave Source

ESO: osservata la prima luce emessa da una sorgente di onde gravitazionali - ESO Telescopes Observe First Light from Gravitational Wave Source
Rappresentazione artistica della fusione di stelle di neutroni – Artist’s impression of merging neutron stars
Crediti: ESO/L. Calçada/M. Kornmesser

La fusione di due stelle di neutroni sparge oro e platino nello spazio – La compagine di telescopi dell’ESO in Cile ha rivelato la prima controparte visibile di una sorgente di onde gravitazionali. Queste storiche osservazioni suggeriscono che questo oggetto, l’unico per ora, sia il risultato della fusione di due stelle di neutroni. Le conseguenze catastrofiche dell’incontro, o meglio scontro – previsto da tempo e chiamato chilonova – hanno diffuso elementi pesanti come oro e platino nell’Universo. Questa scoperta, pubblicata in diversi articoli su Nature e altre riviste, fornisce inoltre la più solida evidenza finora che i lampi di luce gamma corti siano causati dalla fusione di stelle di neutroni.

Per la prima volta in assoluto, gli astronomi hanno osservato sia le onde gravitazionali che la luce (radiazione elettromagnetica) dallo stesso evento, grazie a uno sforzo di collaborazione globale e alla reazione rapida delle strutture dell’ESO e di altri gruppi in tutto il mondo. Il 17 agosto 2017, l’osservatorio LIGO (Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory) dell’NSF negli Stati Uniti d’America, insieme con l’Interferometro Virgo in Italia, hanno rilevato onde gravitazionali che hanno raggiunto la Terra. Questo, il quinto evento gravitazionale osservato, è stato chiamato GW170817. Circa due secondi più tardi, due osservatori spaziali, Fermi (il Fermi Gamma-ray Space Telescope) della NASA e INTEGRAL (INTErnational Gamma Ray Astrophysics Laboratory) dell’ESA, hanno rilevato un lampo di luce gamma corto dalla stessa area del cielo. La rete di osservatori LIGO-Virgo aveva circoscritto la posizione della sorgente all’interno di in un’ampia regione del cielo australe, della dimensione di parecchie centinaia di volte la dimensione della Luna piena, che contiene milioni di stelle [1]. Appena scesa la notte in Cile, molti telescopi sono stati diretti verso questa zona di cielo, alla ricerca di un nuovo punto luminoso. Tra questi: VISTA (Visible and Infrared Survey Telescope for Astronomy) e VST (VLT Survey Telescope) dell’ESO all’Osservatorio del Paranal, il telescopio italiano REM (Rapid Eye Mount) installato all’Osservatorio di La Silla dell’ESO, il telescopio LCO da 0,4 metri di diametro all’Osservatorio di Las Cumbres, l’americano DECcam all’Osservatorio Interamericano di Cerro Tololo. Il telescopio Swope da 1 metro di diametro è stato il primo ad annunciare una nuova sorgente di luce, molto vicina alla galassia NGC 4993, una galassia lenticolare nella costellazione dell’Idra, mentre quasi nello stesso momento le osservazioni di VISTA identificavano la stessa sorgente a lunghezze d’onda infrarosse. Mentre la notte scendeva sempre più a ovest sul globo, i telescopi delle Hawaii Pan-STARSS e Subaru si rivolgevano verso la sorgente per per vederla evolvere rapidamente. “Ci sono rare occasioni in cui uno scienziato ha la possibilità di assistere all’inizio di una nuova era”, ha commentato Elena Pian, astronoma all’INAF, Italia, e prima autrice di uno degli articoli pubblicati da Nature. “E questo è uno di quei momenti!”

Fonte/Leggi tutto → ESO.org

Merging neutron stars scatter gold and platinum into space.

ESO’s fleet of telescopes in Chile have detected the first visible counterpart to a gravitational wave source. These historic observations suggest that this unique object is the result of the merger of two neutron stars. The cataclysmic aftermaths of this kind of merger — long-predicted events called kilonovae — disperse heavy elements such as gold and platinum throughout the Universe. This discovery, published in several papers in the journal Nature and elsewhere, also provides the strongest evidence yet that short-duration gamma-ray bursts are caused by mergers of neutron stars.

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Severa Tempesta Geomagnetica In Corso – Severe G4 Geomagnetic Storm In Progress!

Severa Tempesta Geomagnetica In Corso - Severe G4 Geomagnetic Storm In Progress!

E’ attualmente in corso una tempesta solare geomagnetica di livello G4 su G5 a seguito dell’impatto sul campo magnetico terrestre di un CME, espulsione di massa coronale, rilasciato dal massivo brillamento solare di classe X9,3 avvenuto l’altro ieri.

L’impatto si è verificato prima del previsto scatenando Aurore visibili fino a sud dell’Arkansas negli Stati Uniti. L’intensa attività solare di questi ultimi giorni non sembra placarsi visto il susseguirsi di nuovi solar flares di classe M tutt’ora in corso. La regione solare AR2673 continua a mantenere energia compatibile con brillamenti di classe X. Il NOAA segnala anche in concomitanza l’allerta per il proseguo di tempesta di radiazioni che da S3 dovrebbe diminuire nelle prossime ore e attestarsi a S1. Il vento solare al momento si registra alla velocità di 825.1 km/sec. Restate collegati per ulteriori aggiornamenti.

Attività Solare: Potentissimo Brillamento Solare X9,3 - Major X-Class Solar Flare
Credit: Nasa/SDO/AIA

SEVERE GEOMAGNETIC STORM: Arriving earlier than expected, a CME hit Earth’s magnetic field on Sept. 7th at ~2300 UT.

This is, essentially, debris from Wednesday’s decade-class X9 solar flare. A severe G4-class geomagnetic storm is in progress as our planet’s magnetic field reverberates from the impact. Auroras have been spotted as far south as Arkansas in the United States! G4 (Severe) geomagnetic storm levels were observed at 23:50 UTC (19:50 Eastern) on 07 September and again at 01:51 UTC (21:51 Eastern) on 08 September due to effects from a coronal mass ejection. A G3 (Strong) or greater warning continues to be in effects until 06:00 UTC (02:00 Eastern) on 08 September. The S1-S2 (Minor-Moderate) solar radiation storm warning for the 10 MeV protons was extended and is now in effect until 8 September at 2359 UTC (8/19:59 ET).

Source/Continue reading → SpaceWeather.comNOAA

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Attività Solare: Potentissimo Brillamento Solare X9,3 – Major X-Class Solar Flare

Attività Solare: Potentissimo Brillamento Solare X9,3 - Major X-Class Solar Flare
Attività Solare: Potentissimo Brillamento Solare X9,3 – Major X-Class Solar Flare
Credit: Solar Dynamics Observatory

Il 6 settembre alle ore 1202 UT, la macchia solare denominata AR2673 ha scatenato un grande flusso solare di classe X9.3, il brillamento solare più forte registrato in più di un decennio.

I raggi X e le radiazioni UV provenienti dall’esplosione hanno ionizzato la parte superiore dell’atmosfera terrestre, causando un forte disturbo nei segnali radio a corto raggio in Europa, in Africa e nell’Oceano Atlantico. L’esplosione ha anche prodotto un CME, ovvero una espulsione di massa coronale, mostrato qui sotto in un video con immagini fornite dalle sonde della Nasa. Gli addetti al lavoro del NOAA stanno ancora analizzando i dati al fine di ottenere un modello della traiettoria del CME per determinare se è o meno diretto verso la Terra.

Molti lettori si chiedono il contesto storico di questo evento. Quanto è straordinario? Risposta: Questo è un flare decennale! Un elenco dei più potenti brillamenti solari registrati dal 1976 fa risultare il flare di ieri di proporzioni simili ad un’esplosione avvenuta nel 1990. Rispetto all’evento iconico di Carrington del 1859, o addirittura alle tempeste di Halloween più recenti del 2003, questo evento è relativamente mite . Le moderne griglie elettriche, le telecomunicazioni e le altre tecnologie sensibili all’attività solare dovrebbero prevenire la tempesta con poca difficoltà. D’altra parte, gli osservatori appassionati del cielo potranno vedere alcune fantastiche aurore prima della fine della settimana, mentre gli operatori ham radio avranno sicuramente notato gli strani effetti di propagazione come il sole esercita la sua influenza sulla ionosfera del pianeta Terra.

Al momento sono stati rilevati nuovi brillamenti anche di moderata intensità di classe M7. Rimanete collegati per ulteriori aggiornamenti!

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Trovati ingredienti della vita intorno a stelle neonate, simili al Sole – ALMA Finds Ingredient of Life Around Infant Sun-like Stars

Trovati ingredienti della vita intorno a stelle neonate, simili al Sole - ALMA Finds Ingredient of Life Around Infant Sun-like Stars
Credits: ESO/L. Calçada

ALMA ha osservato stelle simili al Sole in una fase molto precoce della loro formazione e ha trovato tracce di isocianato di metile – uno dei mattoni chimici della vita. Questa è la prima rilevazione in assoluto di questa molecola pre-biotica nella direzione di protostelle di tipo solare, lo stesso ambiente in cui è nato il nostro Sistema Solare. La scoperta potrebbe aiutare gli astronomi a capire come si è formata la vita sulla Terra.

Due equipe di astronomi hanno diretto la potenza di ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) in Cile verso la detezione della molecola pre-biotica complessa nota come isocianato di metile nel sistema stellare multiplo IRAS 16293-2422.

A capo di uno dei due gruppi erano Rafael Martín-Doménech del Centro de Astrobiología di Madrid, Spagna, e Víctor M. Rivilla, dell’INAF-Osservatorio Astrofisico di Arcetri di Firenze, Italia; a capo del secondo invece Niels Ligterink del Leiden Observatory nei Paesi Bassi e Audrey Coutens dell’University College London, Regno Unito. “Questo sistema stellare è sempre generoso! Dopo la scoperta di alcuni zuccheri abbiamo trovato l’isocianato di metile, Questa famiglia di è coinvolta nella sintesi dei peptidi e degli aminoacidi che, sotto forma di proteine, sono la base biologica della vita come la conosciamo”, spiegano Niels Ligterink e Audrey Coutens.

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KIC 8462852: Calo di Luminosità in atto. Adesso!! – So #TabbysStar is dipping again!!

KIC 8462852 - Costellazione del Cigno - Cygnus Constellation

AGGIORNAMENTO/UPDATE 22/05/2017 : Le antenne del SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) #ATASETI sono su KIC 8462852

ATASETI - KIC 8462852 - Tabby's Star - Cygnus constellation

Cari amici ben ritrovati!

Grande notizia in arrivo dalla costellazione del Cigno: la Stella di Tabby, ovvero KIC 8462852, ricorderete, la stella ripresa dalla sonda della Nasa Kepler mentre perdeva luminosità fino ad arrivare a picchi del 22% con l’ipotesi mai scartata che possa trattarsi di una mega struttura artificiale? Ebbene, qualunque cosa sia, sta succedendo di nuovo, adesso! E’ partita quindi la mobilitazione da parte di parecchi addetti ai lavori per puntare subito i telescopi verso il Cigno e cercare di riprendere il nuovo evento questa volta in diretta! Questa è la prima registrazione del fenomeno tutt’ora senza spiegazione certa, che viene effettuata dopo i dati forniti da Kepler. C’è grande fermento tra scienziati e appassionati di quello che è stato definito il mistero del Cigno, tutti in attesa di ricevere qualche dato che possa far luce, è il caso di dirlo, su cosa oscuri la famosissima stella. Restate collegati, sono in attesa di ricevere da Tabetha Boyajian ulteriori informazioni sulle osservazioni già partite e richieste almeno per le prossime 48 ore.
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ESO – Scoperta Super-Terra: migliore candidata per la ricerca di segni di vita – Newly Discovered Exoplanet May be Best Candidate in Search for Signs of Life

LHS 1140b
LHS 1140b – Credit: ESO/spaceengine.org

Una super-Terra rocciosa nella zona abitabile transita di fronte a una tranquilla nana rossa – Un esopianeta in orbita intorno a una nana rossa a circa 40 anni luce dalla Terra potrebbe essere il nuovo detentore del titolo “miglior luogo in cui cercare segni di vita al di là del Sistema Solare”. Con lo strumento HARPS dell’ESO a La Silla e altri telescopi in tutto il mondo, un’equipe internazionale di astronomi ha scoperto una “super-Terra” in orbita nella zona abitabile che circonda la debole stella LHS 1140. Questo mondo è poco più grande e molto più massiccio della Terra e probabilmente ha mantenuto la maggior parte della sua atmosfera. Questo, insieme al fatto che il pianeta passa di fronte alla propria stella durante l’orbita, lo rende uno degli obiettivi più interessanti per gli studi delle atmosfere planetarie. I risultati del lavoro verranno pubblicati sul numero del 20 aprile 2017 della rivista Nature.

La super-Terra LHS 1140b appena scoperta orbita nella zona abitabile che circonda una debole nana rossa, LHS 1140, nella costellazione della Balena. Le nane rosse sono molto più piccole e più fredde del Sole e, anche se LHS1140 è dieci volte più vicino alla propria stella di quanto non sia la Terra al Sole, riceve solo metà della luce rispetto alla Terra e si trova al centro della zona abitabile. Dalla Terra, vediamo l’orbita quasi perfettamente di taglio e vediamo, una volta ogni orbita cioè ogni 25 giorni, che l’esopianeta, quando passa di fronte alla propria stella, ne blocca in piccola parte la luce. “È il pianeta extrasolare più esaltante che io abbia mai visto nell’ultimo decennio!” afferma l’autore principale della ricerca Jason Dittmann dell’Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (Cambridge, USA). “È difficile sperare in un migior candidato per una delle indagini più appassionanti nella scienza – la ricerca di prove dell’esistenza di vita oltre la Terra.” “Le condizioni attuali della nana rossa sono particolarmente favorevoli – LHS 1140 ruota più lentamente e emette meno radiazione ad alta energia di altre stelle simili di piccola massa.” spiega un altro membro dell’equipe, Nicola Astudillo-Defru dell’Osservatorio di Ginevra, Svizzera. Perchè la vita come la conosciamo possa sostenersi, un pianeta deve avere acqua superficiale allo stato liquido e possedere un’atmosfera stabile. Le stelle di tipo nana rossa, quando sono giovani, emettono radiazioni che possono danneggiare l’atmosfera dei pianeti che le orbitano. In questo caso, la grande dimensione del pianeta implica che un oceano di magma avrebbe potuto esistere sulla superficie per milioni di anni. Questo ribollente oceano di lava avrebbe emesso vapore acqueo nell’atmosfera per un tempo molto lungo dopo che la stella si fosse calmata fino a raggiungere la sua emissione energetica attuale, costante, continuando così a rifornire il pianeta di acqua.

Fonte/Leggi tutto → ESO.org

LHS 1140b
LHS 1140b – Credit: M. Weiss/CfA

Newly Discovered Exoplanet May be Best Candidate in Search for Signs of Life – Transiting rocky super-Earth found in habitable zone of quiet red dwarf star – An exoplanet orbiting a red dwarf star 40 light-years from Earth may be the new holder of the title “best place to look for signs of life beyond the Solar System”. Using ESO’s HARPS instrument at La Silla, and other telescopes around the world, an international team of astronomers discovered a “super-Earth” orbiting in the habitable zone around the faint star LHS 1140. This world is a little larger and much more massive than the Earth and has likely retained most of its atmosphere. This, along with the fact that it passes in front of its parent star as it orbits, makes it one of the most exciting future targets for atmospheric studies. The results will appear in the 20 April 2017 issue of the journal Nature.

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Su Europa e su Encelado prove di attività che può sostenere la vita – Ocean Worlds’ in Our Solar System

Encelado - Cassini
Image Credit: NASA/JPL-Caltech

Idrogeno molecolare nell’oceano di Encelado, sotto la sua crosta ghiacciata, processo che per ora sappiamo essere presente solo sulla Luna di Saturno e sulla Terra: stiamo parlando di attività idrotermale.

La conferenza stampa appena terminata ha rivelato questa importante scoperta che porta in primo piano le missioni Nasa impegnate ad esplorare il nostro sistema solare alla ricerca di altra vita oltre la Terra. Nelle pubblicazioni, gli scienziati di Cassini annunciano che una forma di energia chimica che può nutrire la vita sembra esistere sulla luna di Saturno Encelado mentre i ricercatori di Hubble riportano ulteriori prove di pennacchi di vapore acqueo che esplodono dalla luna di Giove Europa.

“Questa è la cosa più vicina che abbiamo finora per identificare un posto con alcuni degli ingredienti necessari per un ambiente abitabile”, ha dichiarato Thomas Zurbuchen, amministratore associato alla Direzione Scientifica della NASA presso la sede di Washington. “Questi risultati dimostrano la natura interconnessa delle missioni scientifiche della NASA che ci stanno avvicinando a rispondere se siamo soli o no”.

In the papers, Cassini scientists announce that a form of chemical energy that life can feed on appears to exist on Saturn’s moon Enceladus, and Hubble researchers report additional evidence of plumes erupting from Jupiter’s moon Europa.

“This is the closest we’ve come, so far, to identifying a place with some of the ingredients needed for a habitable environment,” said Thomas Zurbuchen, associate administrator for NASA’s Science Mission Directorate at Headquarters in Washington. ”These results demonstrate the interconnected nature of NASA’s science missions that are getting us closer to answering whether we are indeed alone or not.”

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NASA: Conferenza Stampa Rivelazioni su Oceani di Altri Mondi – NASA to Reveal New Discoveries in News Conference on Oceans Beyond Earth

solar systems water
Credits: NASA

La NASA presenterà nuove scoperte che riguardano gli oceani presenti su altri mondi del nostro sistema solare, grazie a risultati ottenuti tramite la sonda Cassini e il Telescopio Spaziale Hubble.

L’appuntamento è per giovedi 13 aprile 2017 alle ore 20.00. L’evento, che si terrà presso l’Auditorio James Webb della NASA a Washington, prevede la partecipazione in collegamento di esperti di tutto il paese.

Queste nuove scoperte saranno d’aiuto per le future missioni esplorative su mondi provvisti di oceani, compresa la missione Clipper che vede fin d’ora la Nasa impegnata a studiare Europa, la luna ghiacciata di Giove, il cui lancio è pianificato per il 2020 con l’intenzione di cercare vita al di fuori della Terra.

La conferenza stampa andrà in onda in diretta su NASA Television, qui operativa.

Altri collegamenti con le TV NASA

NASA will discuss new results about ocean worlds in our solar system from the agency’s Cassini spacecraft and the Hubble Space Telescope during a news briefing 2 p.m. EDT on Thursday, April 13.

The event, to be held at the James Webb Auditorium at NASA Headquarters in Washington, will include remote participation from experts across the country.

These new discoveries will help inform future ocean world exploration including NASA’s upcoming Europa Clipper mission planned for launch in the 2020s and the broader search for life beyond Earth.

The briefing will be broadcast live on NASA Television.

Source/Continue reading → NASA.gov

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NASA Alla Ricerca di Vita su Europa – Search For Life: Europa Clipper

Europa
Europa – Credits: NASA/JPL-Caltech/SETI Institute

Un ‘veliero’ verso Europa
La NASA ha scelto il nome della futura missione robotica che, nel prossimo decennio, raggiungerà il quarto satellite galileiano di Giove. Si chiamerà ‘Europa Clipper’. Il suo obiettivo sarà sondare le condizioni di abitabilità della luna medicea.

Si chiamerà ‘Europa Clipper’. Come le imbarcazioni a vela a più alberi che, a fine Ottocento, solcavano gli oceani lungo le rotte commerciali. Questo il nome scelto dalla NASA per la futura missione robotica sulla luna gelata di Giove, uno dei quattro satelliti medicei osservati per la prima volta da Galileo Galilei più di quattro secoli fa. L’obiettivo di questo particolare ‘veliero’ della NASA sarà valutare l’abitabilità della luna gioviana. Europa è, infatti, considerato uno dei luoghi del Sistema Solare con la più alta probabilità di ospitare forme di vita nell’oceano d’acqua salata sotto la sua crosta ghiacciata. Si tratta, secondo gli scienziati, di un ambiente simile alle bocche idrotermali presenti sulla Terra nelle profondità oceaniche. Habitat in cui potrebbero essersi sviluppate le condizioni giuste per la presenza di vita microbica.
La sonda, agile e veloce come i velieri del XIX secolo, navigherà nel passato di Europa. Durante i suoi numerosi flyby scatterà una serie di immagini della sua superficie, studiandone la struttura della crosta gelata e dell’oceano sommerso, per ricostruirne la storia geologica. Il lancio della missione su Europa – la cui fattibilità e i cui obiettivi sono stati definiti nei mesi scorsi dal Science Definition Team report – è in programma nel 2020. A coordinare il progetto, il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA.

Fonte/Leggi tutto → ASI.it

NASA’s upcoming mission to investigate the habitability of Jupiter’s icy moon Europa now has a formal name: Europa Clipper. The moniker harkens back to the clipper ships that sailed across the oceans of Earth in the 19th century. Clipper ships were streamlined, three-masted sailing vessels renowned for their grace and swiftness. These ships rapidly shuttled tea and other goods back and forth across the Atlantic Ocean and around globe.

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Modello di Panspermia Planetaria nel Sistema TRAPPIST-1 – Enhanced interplanetary panspermia in the TRAPPIST-1 system

TRAPPIST-1 - Credits: NASA / JPL / Caltech
TRAPPIST-1 – Credits: NASA/JPL/Caltech

Dunque non giusto tre pianeti in zona abitabile, ma sette probabilmente rocciosi e simili alla Terra. Non solo, il sistema intorno alla piccola stella fredda Trappist-1 risulta matematicamente compatibile con un modello che vede la diffusione della vita attraverso la cosiddetta panspermia. A un anno dalla scoperta dei primi tre pianeti e a pochi giorni dall’annuncio della Nasa viene pubblicato uno studio secondo il quale molecole organiche e persino microrganismi dotati di codice genetico potrebbero essere passati da un pianeta all’altro nel sistema di Trappist-1 con maggiori probabilità rispetto alla stessa teoria applicata per Terra e Marte. Chi segue questo mio blog dagli esordi saprà che personalmente sono affascinata da questo ipotetico ma più che possibile meccanismo che vede la vita diffondersi nell’Universo attraverso una condivisione la cui natura appare sempre più presente in studi e in documenti scientifici pubblicati. L’attenzione sul sistema planetario intorno a TRAPPIST-1 si fa più interessante.
A voi lo studio in questione.

Maggiore panspermia interplanetaria nel sistema TRAPPIST-1
Manasvi Lingam, Abraham Loeb (2 marzo 2017)
Presentiamo un semplice modello per la stima della probabilità di panspermia interplanetaria nel sistema recentemente scoperto di sette pianeti in orbita intorno alla stella nana ultrafredda TRAPPIST-1, e scopriamo che la panspermia è potenzialmente in ordini di grandezza più probabile che si verifichi nel sistema TRAPPIST-1 rispetto al caso Terra-Marte. Di conseguenza, riteniamo che la probabilità di abiogenesi (teoria secondo la quale gli esseri viventi hanno origine dalla materia inorganica) è notevolmente migliorata sui pianeti di Trappist-1 rispetto al sistema solare. Con l’adozione di modelli di ecologia teorica abbiamo dimostrato che il numero di specie trasferite e il numero di pianeti portatori di vita è anche probabile sia più elevato a causa dell’aumento dei tassi di immigrazione. Proponiamo metriche di osservazione per valutare se la vita è stata iniziata dalla panspermia su più pianeti del sistema TRAPPIST-1. Questi risultati sono applicabili anche a esopianeti abitabili e lune in altri sistemi planetari.

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